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La matematica del virus

La pandemia non è solo un esercizio di medicina o biologia in cui vince chi è più bravo a trovare prima la cura o il vaccino giusto e poi magari diffonderlo in tutto il mondo a suggello della fratellanza tra i popoli. La pandemia del XXI Secolo è un qualcosa di più complesso, di geopolitico, che al di là dei risvolti umani e caritatevoli, si potrebbe configurare come una vera e propria guerra, guerra contro il virus, ma anche e soprattutto guerra fra chi il virus lo combatte. Un confronto così netto e forte tra differenti sistemi politici ed economici basato su un evento inaspettato, forse non si era mai visto prima d’ora. Mai il sistema capitalistico era stato messo così in discussione da chi, dall’altra parte, propugna la fine della democrazia e l’avvento di un mondo molto meno liberale. Mai principi di mutuo aiuto e di carità umana sono venuti meno in ragione del darwinismo economico e di sistema. Mai era accaduto che quanto di più minaccioso per l’umanità intera diventasse occasione di competizione.

Il COVID-19 non è un virus come quelli finora conosciuti. Non mi riferisco alla sua biologia, quanto agli effetti in sé. Siamo abituati a pensare che un agente patogeno sia tale per il mestiere che fa: far ammalare chiunque ne venga a contatto. E infatti, quasi tutti, virus o batteri che siano, hanno sempre svolto egregiamente questa funzione. Il COVID-19 invece no, a volte si comporta come un banale virus influenzale, dà qualche disturbo, spossatezza, tosse, perdita del senso del gusto e dell’olfatto e qualche linea di febbre; a volte si manifesta in maniera più severa (dispnea e febbre alta persistente); altre in maniera severissima, tanto da finire intubati in terapia intensiva, e spesso anche morti. Fin qui, diremmo, tutto nell’ordinario. Il problema serio è che esiste anche un’altra categoria di pazienti (non pazienti) che sconvolgono quanto finora siamo stati abituati a pensare, che invalida in qualche modo i nostri rassicuranti (si fa per dire) paradigmi: l’asintomatico, ovvero quell’individuo che il virus ce l’ha ma non ne è cosciente, ma che, secondo alcuni, sarebbe in grado di trasmetterlo, di contagiare. Alcuni scienziati ritengono che se tali individui sono giovani e bene in salute, possono essere formidabili alleati del virus: superdiffusori. Su questi aspetti ci stanno lavorando gli immunologi, i virologi, i microbiologi ecc. Quello che naturalmente ci inquieta è la domanda: ma quanti saranno?

Per questioni di spazio, il post continua in vers. pdf

Sabino Saccinto

Vers. pdf
Pubblicato il 30/10/2020 h 11:16:38
Modificato il 30/10/2020 h 11:41:23

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