Home - pageS. Giorgio VillageContrada TufarelleLocaleNazionaleBlogContattaci

Giorgio Ambrosoli

Angelo Vassallo

Siti di interesse locale

Nino Imbrici blog

Agostino Di Ciaula blog - La voce degli invisibili

Leonardo Mangini blog

Comune di Canosa di Puglia

Canusium

Associazione sportiva Canusium

Campi diomedei

Presepe vivente

Canosa presepi

Canosa - sito in allestimento

Promozione del vino DOC

Giuseppe Cioce, consulente finanziario indipendente

Articoli per altri siti

Forum e nik name - 09.07.07

Pizzuto presidente del Consiglio comunale - 13.07.07

Registro tumori 1 - 29.11.07

Registro tumori 2 - 11.12.07

S. Giorgio Village - 04.01.08

Emergenza rifiuti in Campania - 06.01.08

Siti di interesse nazionale

Contrada Tufarelle: il delitto perfetto

Riporto a cominciare da oggi, il primo di una serie di quattro post che hanno come oggetto la recente autorizzazione rilasciata alla Bleu s.r.l. ad ampliare la discarica di contrada Tufarelle: un impianto che produce poche ricadute economiche, se si eccettuano i diritti pagati non puntualmente al Comune, per i quali – tra l’altro - vi è anche un contenzioso aperto. Una vicenda poco chiara sulla quale si era giocata buona parte della campagna elettorale, resa ancora più sospetta dall’assordante silenzio della politica, completamente assente nelle fasi decisionali ed apparsa tirata per i capelli dopo la reazione popolare che ha portato alla costituzione di un comitato civico. So di per certo che la battaglia continuerà nelle aule della Magistratura amministrativa. Si invocheranno pareri scientifici, studi analitici, tesi da confutare, ma al dunque rimarrà una domanda che tutti ci facciamo e per la quale nessuno sembra avere una risposta: si può legittimare una commissione di presunti esperti, di burocrati incalliti, un ente dato per morto fino a dicembre del 2016 e poi risparmiato, al momento composto da un presidente e da un consiglio di auto nominati, a prendere una decisione così delicata? Possono questi uomini, che per il potere che hanno e che per come ci sono arrivati incarnano la quintessensa della a-democrazia, decidere su questioni a cui solo una politica forte e responsabile può dare risposte? Con questa vicenda si è consumato quello che io definisco il delitto perfetto, quello per il quale l’esecutore non può essere processato, e il mandante rimane ignoto, sfuggente.

Il 25 agosto u.s., all’Albo Pretorio della Provincia BAT è stata pubblicata la determinazione dirigenziale n. 1016. Una come tante, direte. Un innocuo atto burocratico? Non precisamente, perché quella determinazione sancisce un principio molto duro da digerire: segna, in qualche modo, una sorta di supplenza della tecnocrazia; una colpevole espropriazione di potere che la politica non solo avalla, ma addirittura incoraggia. L’oggetto è l’ampliamento della discarica di contrada Tufarelle, un progetto di cui già ci siamo occupati nel precedente post. Questa volta abbiamo la possibilità di capire, se comprensibili, i motivi che hanno convinto gli stessi soggetti istituzionali che avevano cassato pesantemente il vecchio progetto, a cambiare così radicalmente idea sull’impatto ambientale che la nuova discarica avrà.

La storia è purtroppo nota. Il primo progetto di discarica fu bocciato definitivamente dal Consiglio di Stato il 6 luglio 2016, ma Bleu s.r.l. non si perse d’animo, tanto che già ad ottobre in Regione Puglia arrivò una nota con la quale si chiedeva l’attivazione del procedimento coordinato di Valutazione d’Impatto Ambientale e Autorizzazione Integrata Ambientale relativa appunto alla discarica per rifiuti non pericolosi ubicato in località Tufarelle. La Regione risponde ponendo un quesito: si tratta per caso di una discarica di rifiuti speciali rivenienti dal recupero della parte secca della raccolta differenziata? Così, tanto per sapere se le autorizzazioni devono provenire dalla Provincia o dalla Regione. La risposta se la danno in questi termini: l’impianto BLEU non rappresenta un impianto pubblico per la gestione dei rifiuti urbani previsto dal PRGRU, né viene contemplato come impianto utilizzabile nel ciclo di trattamento. Sorge spontanea la domanda: il fatto che Maio abbia indirizzato in Regione, e non in Provincia, la richiesta di VIA è una pura formalità, una prassi, oppure anche lui era convinto che l’organo competente era quello che si sarebbe rivelato dopo quello sbagliato? Infatti, se si fa riferimento al passato, si scopre che negli atti e nelle faccende che hanno riguardato la Bleu s.r.l., la Regione Puglia vi è entrata sempre o quasi. Cito due ordinanze: la n. 13 del 15 dicembre 2015 e la n. 3 del 29 febbraio 2016. Con entrambe si implicitamente autorizzava la ditta Bleu s.r.l. a stoccare rifiuti speciali di provenienza urbana, in pratica la parte biostabilizzata della comune immondizia, nella discarica poi oggetto di richiesta d’ampliamento.
Se le summenzionate ordinanze avevano carattere d’urgenza in quanto legate alla chiusura di una discarica (la seconda riguarda quella di Cavallino), la Regione ha anche promosso una procedura d’ampliamento della discarica Bleu: la riprofilatura del corpo di discarica mediante l’abbancamento di ulteriori rifiuti tra i lotti IV e I, II e III (71.099,267 mc) con realizzazione della configurazione a “schiena d’asino”. Con la determinazione dirigenziale n. 126 del 5 luglio 2016 (poi impugnata davanti alla Magistratura amministrativa dal Comune di Canosa) si è consentito ai Maio di riempire gli spazi vuoti tra un lotto e l’altro. Appare, quindi, quanto meno curiosa la giustificazione addotta dalla Regione Puglia per non entrare nel merito di un procedimento che scotta e tenersene quanto più alla larga, anche perché la questione rifiuti non è di poco conto ed è tra quelle che possono anche far saltare un governatore.

Partiamo da un dato. Secondo fonti ufficiali di certificazione (regionali tra l’altro), la raccolta diferenziata in Puglia langue, nel senso che la percntuale di rifiuto che si è salvato da una ingloriosa fine in discarica, è solo il 35,12%, quando secondo le ultime normative dovremmo già superare la soglia del 65%. Nessuna delle province ci arriva, si passa dal 50,72% della migliore della classe (BAT), alla peggiore in senso assoluto (Lecce) che a stento raggiunge il 28%.
Che risposte dà la giunta Emiliano a questo eplosivo problema? Al momento non se ne intravvede nessuna. Considarato che la Puglia non si può assolutamente considerare una regione all’avanguardia nella gestione dei rifiuti, per i quali non prevede altro sbocco oltre il conferimento in discarica o l’incenerimento - molto in voga dalle parti di Taranto dove hanno sede gli impianti del Gruppo Marcegaglia – ho dato un’occhiata allo stato di alcune discariche, scoprendo che un numero non trascurabile di esse ha avuto grossi problemi. Li riassumo.

Il 27 maggio 2015 chiude la discarica di San Nicola La Guardia in Andria dopo che per analoghi motivi era stata chiusa quella di Trani. Si legge in un articolo del sito andrialive.it che i motivi che hanno indotto la regione Puglia a ordinare la chiusura della discarica sono riconducibili alle anomalie nella raccolta del percolato... I tecnici dell’Arpa hanno anche notificato la mancata effettuazione delle ispezioni della falda e la constatazione di valori di ferro superiore alla norma.

Il 18 aprile 2016 chiude anche la discarica di Cerignola per saturazione , mentre nel 2014 era stata già chiusa la discarica Martucci di Conversano, una storiaccia nella quale il pm Baldo Pisani ha chiesto nove condanne con pene comprese tra i 22 e i 24 mesi per disastro ambientale. Secondo le indagini del NOE, la vasca che per anni ha raccolto i rifiuti (anche pericolosi e non autorizzati) non sarebbe stata realizzata secondo il progetto e le norme di legge: in particolare sarebbe stata usata una quantità inferiore di argilla e questo avrebbe provocato l’infiltrazione del percolato nel sottosuolo.

Il 01 agosto 2017 tocca alla discarica di Deliceto chiudere , lasciando scoperti i Comuni di Vieste, Peschici, Vico del Gargano, Lucera e San Severo in piena stagione turistica. I rifiuti biostabilizzati prendono la strada di Taranto, mentre quelli inceneribili se ne vanno a Manfredonia.

Il passo tra discarica di rifiuti speciali e rifiuti urbani è breve, anche perchè quest’ultimi, una volta trattati, si trasformano magicamente in rifiuti speciali. La domanda che si fanno in molti è: vi è un nesso politico tra l’autorizzazione rilasciata a Bleu ed una più vasta condizione di difficoltà che riguarda l’intera regione e la gestione di una partita così delicata? Nessun politico lo ammetterà mai, ma per come gli eventi si sono succeduti e per come le responsabilità sono state non assunte, il sospetto non è infondato, anche perchè non vi è solo la competenza regionale o provinciale della decisione, vi è dell’altro.

Sabino Saccinto

Vers. pdf
Pubblicato il 20/09/2017 h 17:38:41
Modificato il 22/09/2017 h 16:25:25

Condividi su Facebook

Riproduzione riservata

Registrati ed avrai la possibilità di commentare i post e di ricevere per e-mail un avviso di aggiornamento del sito.

Dueparole.eu é anche su Facebook

Post correlati

L’ombra di Francè su quei conti che non tornano

Attendendo il bilancio

I negligenti di Palazzo S. Francesco

Francè batte cassa

I creativi

Bleu minaccia di non pagare

Ernesto alla prova dei conti

Il molestatore seriale

Bilanci tossici

Il signore delle discariche

Debiti fuori bilancio 1

I due broker

Contrada Tufarelle. Fine di un incubo?

I due avvocati

La nuova Programmazione dei Fondi Europei 2014/2020

Tombini, allagamenti, ecc.

Gli strani conti dell’Ufficio di Piano

Debiti di prossimità

Cartelle pazze 2

Bleu ricorre al TAR

Conti difficili (parte I)

Conti difficili (parte II)

La storia infinita di Contrada Tufarelle

Il delitto perfetto - Chi inquina paga. Forse.