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Der Kommissar


Giorgio Ambrosoli
Il sindaco, nonché presidente della Provincia, Ventola assume l’incarico di commissario dell’ATO 1, la stessa di cui faceva parte in giunta. Una scelta molto discutibile che sparge un alone di mistero sui rapporti poco cristallini tra la direzione politica della Regione Puglia e la storia personale di Ventola, di cui sono note le discutibili scelte in materia ambientale.
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Il giorno 12 agosto è stata diffusa dalle principali testate on-line della BAT, una notizia che sembra essere sfuggita ai più, complice forse l’aria vacanziera e di disimpegno che pur non ha mancato di riservarci qualche emozione o cruccio di troppo in questo scorcio di mezza estate. Il sindaco, nonché presidente della Provincia, Ventola è stato nominato commissario della ATO 1.
Per i profani della materia diciamo subito che l’ATO è quell’autorità che si occupa, in un determinato bacino, dello smaltimento dei rifiuti. Per la cronaca, è una delle peggiori invenzioni che la politica abbia mai partorito, non per niente dopo la crisi della mondezza napoletana più di uno ha puntato il dito contro tali organismi, accusandoli di essere corresponsabili del disastro ecologico campano. In definitiva non un ente inutile, ma addirittura dannoso, se si considera che gli ambiti territoriali di pertinenza delle autorità solo in pochissimi casi hanno prodotto risultati soddisfacenti; e la malattia riguarda un po’ tutta l’Italia, per non parlare dei costi che la comunità sopporta solo per il mantenimento di strutture di questo tipo.
In Puglia, anche se la cosa è tenuta ben celata, non sono poche le avvisaglie che da qui a poco qualcosa accadrà in fatto di emergenza rifiuti. Le fonti ufficiali di informazione sono piuttosto parche di notizie, ma già qualche settimana fa da questo sito venne comunicato che l’ecotassa sul conferimento dei rifiuti in discarica non era stata particolarmente leggera per tutte le ATO pugliesi (compresa quella di cui fa parte Canosa) anche se poi il provvedimento è stato sospeso fino a settembre sotto la spinta dei Comuni, quasi tutti inadempienti. I dati presentati erano alquanto tristi e rasentavano la vergogna per la parte relativa alla raccolta differenziata. Ragion per cui la Regione ha deciso di commissariare alcune di loro.
Gli obiettivi a base del calcolo della ecotassa, lo ricordiamo, sono principalmente tre: il ricorso ad un unico gestore per la raccolta dei rifiuti dell’intero ambito territoriale; la percentuale di differenziazione; la chiusura del ciclo, ovvero l’incenerimento.
Solo poche ATO sono in regola con alcuni di questi obiettivi, tutte sono fuori da quelli generalizzati, tanto che la Regione ha deciso di commissariale. Al momento il provvedimento sembra essere partito solo per tre di loro, ma si prevede che finiranno tutte sotto amministrazione controllata. Decisione giusta nella sostanza e solo apparentemente draconiana, personalmente è da tempo che ho perplessità sull’immobilismo della Regione in tale materia, nonostante qualcuno lasci trapelare voci su un’imminente crisi dei rifiuti anche in Puglia.
Ciò che invece convince poco, è la scelta fatta di affidare l’ATO 1 all’attuale sindaco di Canosa, nonché presidente della BAT. E’ una vicenda piuttosto misteriosa per vari aspetti, per questioni di merito e anche di metodo, se vogliamo. Iniziamo dal metodo.
E’ strano, ad esempio, che vari organi di informazione facciano sapere, in scarne poche righe, che il Rieletto è anche commissario dell’ATO Bari 1, mentre il sito ufficiale della Regione Puglia non fa assolutamente riferimento a questa nomina, eppure solitamente è molto aggiornato ed in alcuni casi anche abbastanza reattivo sulle vicende che riguardano il suo presidente. Il mistero si infittisce quando il sito marketpress.info diffonde il 2 luglio la notizia che sarebbero addirittura tre gli ATO baresi commissariati con delibere di Giunta regionale n. 1014, 1015, 1016 del 26 giugno scorso. La stranezza sta nel fatto che tali delibere non sono ad oggi rintracciabili sul sito della Regione Puglia consultando tutti i bollettini ufficiali, a partire dal 26 giugno, ed i comunicati stampa che regolarmente vengono riportati. Potrebbe ovviamente anche trattarsi di un falso problema, magari l’addetto stampa è in ferie e le delibere suddette verranno pubblicate sui prossimi bollettini.
Quello che invece spaventa di più è i merito della questione, ovvero la persona che viene incaricata di presiedere l’ATO 1. Solitamente, un commissario nominato da un’autorità superiore deve necessariamente godere della sua fiducia, e ciò perché chiamato a risolvere, ammesso che possa farlo, situazioni sulle quali i suoi predecessori hanno fallito, o, nella peggiore delle ipotesi, dovrà relazionare sulle cause e sulle criticità che hanno impedito che le cose avessero un corso differente.
Fatte le dovute premesse, sorge spontaneo chiedersi: il Rieletto è nelle condizioni di poter godere di tale fiducia da parte di un’autorità regionale? E ciò per due ordini di motivi: una questione puramente politica (è improbabile che un governatore di sinistra scelga come commissario un presidente di provincia di destra e viceversa), un’altra legata alla storia personale del primo presidente della BAT.
Recentemente, nella veste di sindaco di Canosa, il Rieletto, che da oggi è anche Der Kommissar, ha fatto approvare dal Consiglio comunale una delibera con la quale sostanzialmente esprime parere favorevole, in Conferenza dei servizi, al progetto di un inceneritore a biomasse in Contrada Tufarelle, atteso che ci fosse un accordo preventivo, con la ditta che lo costruirà, sul decentramento di altri impianti presenti nella zona industriale. Decisione perfettamente in linea con quanto ha sempre sostenuto durante la campagna elettorale, ovvero non contrastare assolutamente alcun tipo di iniziativa imprenditoriale (e sappiamo quali sono le iniziative forti a Canosa). Nel forum ambientale del 7 agosto è stata fatta una domanda precisa all’attuale vice-sindaco Caracciolo. E’ stato chiesto se l’inceneritore della SOLVIC possa trasformarsi in una sorta di cavallo di Troia in presenza di un’emergenza rifiuti, cioè che possa bruciare anche rifiuti urbani e non solo scarti da lavorazione agricola. Il fatto non è stato escluso politicamente e recisamente a priori, ma il Caracciolo si è affidato ad una “rassicurazione” tecnica fornitagli, secondo la quale quel tipo di macchina non può bruciare CDR, mentre circola la voce, ad esempio, che già la cementeria di Barletta utilizzi questo tipo di combustibile per far funzionare i suoi forni. Si potrebbe quindi concludere che esistono elementi tali da far pensare che il Ventola sia naturalmente meglio disposto ad una soluzione che preveda l’incenerimento dei rifiuti piuttosto che un incremento della raccolta differenziata.
In termini di differenziata, infatti, il Comune che il Rieletto rappresenta, ha fatto registrare, nell’anno 2008, un livello imbarazzante per un responsabile di azione amministrativa che viene scelto come commissario di una ATO di cui lui stesso è membro. E’ chiaro che potrebbe trovarsi nella situazione di essere il controllore di se stesso e propendere, per interesse quantomeno politico o ideologico, per soluzioni che non siano quelle del riciclo.
A Canosa si è differenziato per il 10,4%, meno di un punto in più rispetto a Trani (città il cui sindaco è il presidente dimissionato della ATO 1), mentre Barletta o Molfetta hanno raggiunto e superato il 20%. Lo scarso amore per la differenziata del Kommissar è notorio. A Canosa il tutto è lasciato al buon cuore dei cittadini. In un solo caso propagandò la raccolta speciale e lo fece esclusivamente per gli esercizi commerciali, e nonostante questo i risultati sono quelli che conosciamo.
Ma non è solo questo il dato che preoccupa. L’ATO 1 è priva di un’altra caratteristica prevista dalla legge, ovvero il soggetto unico che si occupa della raccolta dei rifiuti. Ogni Comune ha il suo. Sarà necessario, come primo passo imposto al Kommissar, definire le regole per indire la gara d’appalto, questione sulla quale l’ATO a direzione Tarantini si era bloccata. E si comprende bene che con tutti i soggetti già operativi e con gli appetiti dei singoli imprenditori, ci sarà poco da scherzare. La definizione dei parametri potrà senz’altro favorire una invece di un’altra e per un uomo che con gli imprenditori ha un feeling così particolare, sarà difficile dire no a qualcuno.
Rimane incomprensibile, a questo punto, la scelta della Regione Puglia. Come mai rilievi banali ed alla portata di tutti come quelli fin qui esposti, non sono rientrati nel novero degli elementi di cui un assessore regionale deve tener conto?

Pubblicato il 14.08.09 h 17:32
Modificato il 20.08.09 h 14:10

Fantapolitica - Meno male che Francesco c’è Prova di collegamento ad un DB

Commento di prova

Commento di prova del 06.10.09 h 18:48.

Scritto da Geronimo

06/10/2009 18:47:27
Commento di prova

Commento di prova del 06.10.09 h 19:44

Scritto da Geronimo

06/10/2009 19:44:58

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