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L’emergenza annunciata


Giorgio Ambrosoli
La doppia verità sull’inceneritore di Contrada Tufarelle. Una ufficiale propagandata all’opinione pubblica come baratto doloroso (ma necessario) per liberarci dai sansifici di Via Cerignola, l’altra dietro la quale si nasconde una imminente (ma non sappiamo quanto) emergenza rifiuti che potrebbe deflagrare, costringendo a dover scegliere tra l’aprire nuove discariche e l’incenerire. In mezzo il fallimento della raccolta differenziata che ad oggi produce risultati scandalosi. Prepariamoci al peggio.
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Pubblico due post che mi sono giunti da Franco Di Nicoli sulla questione dei ripetitori televisivi e di telefonia mobile siti in zone sensibili per la salute dei cittadini (specie se soggetti deboli come bambini o anziani). Si parla del Parco Almirante, dello Stadio San Sabino, di Piazza Margherita e di quelle delibere di Giunta comunale, irreperibili sul sito del Comune di Canosa di Puglia, con le quali si autorizzava Telenorba a spostare in un condominio di Piazza Oristano i suoi impianti di ripetizione del segnale televisivo.

Post di Francesco Di Nicoli del 24.07.09 00:33

Sono veramente allibito di come l'Assessore Caracciolo e la sua Amministrazione Comunale cambia le carte in tavola. La sua Giunta Comunale ha approvato con una Delibera lo spostamento di due emittenti televisive di Telenorba da un condominio di Piazza Margherita ad un condominio di Torre Caracciolo, quindi gli occhi chiusi ci sono stati eccome, il resto sono chiacchiere inutili. Per quanto riguarda la sensibilità di questa Amministrazione e delle sue precedenti che ha a cuore la salute di tutti i concittadini e non sono sordi alle legittime proteste ed alle conseguenti raccolte di firme, non è assolutamente vero. Le tre antenne UMTS installate nel 2003 e il trasmettitore televisivo DVB-H installato nel 2008, nello stadio San Sabino, chi ha autorizzato l'installazione?
L'assessore all'ambiente Caracciolo e i suoi Amministratori forse neanche sanno che sono state raccolte oltre 1000 firme nel 2003 per non far installare le antenne UMTS nello stadio comunale; chi ha amministrato il Comune di Canosa in quel periodo? Chi ha autorizzato e che fine hanno fatto quelle firme depositate?
I tre pannelli radianti di una TV privata installati da molti anni su un condominio di Torre Caracciolo perché l'Amministrazione Comunale non ha mai proposto la delocalizzazione in tutti questi anni invece di concedere altri locali nello stesso condominio, con la recente Delibera di Giunta n. 158 del 21/05/2009? ( che si aggiunge alla 159 di Telenorba). L'assessore Caracciolo che ha a cuore la salute di tutti, quando si è ispirato al nome di un suo rappresentante politico per il Parco di Canosa zona 167 , non si accorto che a pochi metri ( nello Stadio San Sabino) dove giocano i bambini IN ETA' PEDIATRICA c'è un traliccio con 4 antenne radianti ad alta frequenza?

Cordiali saluti

F.DI NICOLI

Post di Francesco Di Nicoli del 24.07.09 00:46

X il sig. eretico

Le sue osservazioni sono molto pertinenti ma ha forse dimenticato che il regolamento e il piano d’installazione Comunale degli impianti di trasmissione telefonica e radiotelevisiva fu approvato con la consulenza di Legambiente che condivise l’installazione di antenne nello stadio San Sabino, nel palazzetto dello sport e in altri centri urbani, nonostante questi siti sono frequentati da bambini in età pediatrica e da altri soggetti sensibili( all’epoca anche il consigliere Cecca ed altri soggetti di destra erano informati di queste decisioni).

Vorrei aggiungere che i nuovi siti di trasmettitori televisivi nei centri urbani sono vietati dalla legge regionale perché i sistemi radianti radiotelevisivi trasmettono per lunghe distanze anche a decine o a centinaia di chilometri, pertanto non ha senso installarli nei centri urbani e compromettere la salute dei residenti ma si devono spostare distanti il più possibile dai centri urbani; i trasmettitori radio televisivi funzionano ugualmente bene se sono molto distanti dalle case che ricevono i segnali. Io ho richiesto la dichiarazione di responsabilità degli enti competenti che hanno autorizzano gli impianti esistenti , i quali dovranno dichiarare che gli impianti funzionanti non provocano effetti biologici o di altra natura soprattutto ai soggetti sensibili a breve e a lungo termine pur se i valori emessi dagli impianti sono nei limiti previsti dalle normative vigenti. Ad oggi mi è pervenuta dall’Arpa solo la disponibilità di fare un monitoraggio ma la dichiarazione di responsabilità se tutto va bene perché nessuno la vuole firmare?
La carriera politica purtroppo nel nostro caso non si costruisce tutelando gli interessi dei cittadini ma altri tipi di interessi... Questi sono degli esempi che i cittadino deve considerare quando si reca in cabina elettorale, ma questa è un'altra storia.

F.DINICOLI

Mi sono permesso, giorni fa, di interrogare, in una lettera aperta, il vice-sindaco Gennaro Caracciolo su alcuni argomenti, tra i quali le antenne di Piazza Margherita ed il nuovo inceneritore a biomasse di Contrada Tufarelle. Le domande erano riassumibili così:
1. Che ne è stato della delibera 159 di Giunta con la quale si autorizzava lo spostamento in Piazza Oristano delle antenne di Telenorba?
2. Come mai non è riportata nel sito ufficiale del Comune di Canosa di Puglia?
3. Lei crede veramente che un inceneritore (che presumibilmente avrà un ciclo molto intenso di lavoro) val bene un impianto di tipo industriale di depurazione di acque reflue che lavora pochi mesi all’anno?
Il vice-sindaco Caracciolo ha risposto il 25 luglio, affermando che la delibera n. 159 è stata sospesa nei suoi effetti dall’intervento del sindaco. Si parla di sospensione, quindi, non di revoca come chiesto dalle opposizioni, il che equivale a dire che potrebbe comunque essere riattivata in futuro, anche se l’intenzione sembra essere quella di non farlo fino a quando il Comune non avrà reperito un’area “idonea” per le antenne televisive, o meglio: l’area già esiste ed è quella di Contrada Santa Lucia - di tralicci, infatti, ve ne sono ben due – anche se non è chiaro come si muoveranno, ovvero se verrà installato uno nuovo (ed a spese di chi) o se si utilizzeranno quelli già esistenti, tentativo in parte già esperito con RAI e con successi piuttosto scarsi, visto che i tralicci non sono di proprietà comunale.
Alla domanda sulla delibera scomparsa dal sito del Comune, non son seguite risposte, così come improrogabili impegni istituzionali lo hanno allontanato dal PC e non ci hanno permesso di sapere se la scelta politica sull’inceneritore sia coscientemente condivisa.
In realtà, le posizioni del Centro-Destra in materia di impianti di smaltimento rifiuti, sono note da tempo, quantomeno quelle espresse dalla componente ex-AN del PDL. Nel documento votato a maggioranza nell’ultimo consiglio comunale (quello del 21 luglio) si proponeva una sorta di baratto. Ad una domanda precisa, che è poi l’oggetto della Conferenza di servizi, in cui si chiedeva semplicemente di rispondere con un sì o con un no all’insediamento di un inceneritore a biomasse, è seguita una risposta quanto mai articolata: si è favorevoli, a condizione che il sansificio venga spostato da Via Cerignola in Contrada Tufarelle, in contiguità al nuovo impianto . Probabilmente SOLVIC aderirà con somma soddisfazione, fatto sospetto in sé che presuppone un accordo preventivo. Sospetto rafforzato dall’evolversi, fin dal principio, della vicenda e dagli annunci storici del sindaco Ventola. Non dimentichiamo che la proposta sindacale non è maturata all’interno di un consesso in cui si è preso in esame una rosa di possibili soluzioni, ma è giunta già bella e pronta per essere votata.
Al popolo, agli elettori canosini, viene presentata questa scelta, sbandierando, come possibile contropartita all’inceneritore, la fine delle emissioni puzzolenti dei sansifici. In realtà, fonti anonime, ma autorevoli del Centro-Destra, portano un’altra motivazione. Il sansificio sarebbe solo uno specchietto per le allodole. Quello che non viene rivelato, ma trapela, è un’emergenza annunciata imminente: l’esaurimento delle discariche dove attualmente si conferiscono i rifiuti.
Si prefigura una situazione simile a quella di Napoli, con le immagini agghiaccianti che tutti ricordiamo: cumuli di immondizia non raccolta, roghi notturni, disordine sociale, scene apocalittiche. Il tutto, secondo le rivelazioni della fonte, potrebbe risolversi con l’utilizzo delle cave dismesse di Contrada Tufarelle come discariche di rifiuti solidi urbani. L’inceneritore rappresenterebbe, secondo tale impostazione, il male minore, quello che eviterà la discarica.
Francamente penso che sia possibile che questo accada, è chiaro che qualcuno sta giocando ad un gioco estremamente pericoloso e non è chiaro quanto sia imminente il collasso del sistema di smaltimento dei rifiuti. Se il sindaco sostiene che un iter autorizzativo può durare anche due anni, diventa lecito pensare che, considerando i tempi di costruzione e di collaudo dell’impianto, occorrano almeno tre o quattro anni per trovarsi con un inceneritore a regime. In tal caso dovremmo ipotizzare che se l’avvio dell’emergenza rifiuti è alle porte, la stessa dovrà essere tarata su questi tempi, se si vuol fare in modo che vengano salvate le cave dall’uso che si teme; contrariamente si correrebbe il rischio di ritrovarci con discariche ed inceneritore, ovvero un guaio al quadrato.
Ma se la preoccupazione per una maggiore vocazione a discarica di Contrada Tufarelle è così forte, tanto da indurre il Centro-Destra a ritenere auspicabile l’inceneritore per ovviarvi, perché pubblicamente non si usa questo argomento per giustificarlo? Si vogliono nascondere responsabili colpe o inconfessabili interessi?

Diamo un’occhiata ad un documento sfuggito ai più, e, stando a quanto mi viene riferito da alcuni lettori del sito, di fatto censurato a Canosa. Si tratta del Bollettino Ufficiale della Regione Puglia n. 104 del 09 luglio ultimo scorso ed in particolare della determinazione n. 73 del 13 maggio 2009 del dirigente del servizio di gestione rifiuti e bonifica.
E’ un documento piuttosto interessante con il quale si determina l’ammontare della ecotassa a carico del Comune per il conferimento in discarica dei rifiuti solidi urbani, in relazione alle performance realizzate dalle singole entità territoriali in fatto di raccolta differenziata.
In pratica l’ecotassa è nulla nel caso in cui si raggiunga l’obiettivo del 32% di raccolta differenziata, si incrementa progressivamente, rispettando una declaratoria redatta sulla base di 4 scaglioni, man mano che si differenzia di meno. Le fasce sono state così individuate dalla Regione Puglia: fascia peggiore se la raccolta differenziata è inferiore o uguale al 16%; fascia medio minima se si differenzia tra il 17 ed il 24%; fascia media tra il 25 ed il 29% e ultima fascia superiore al 29%.
Esiste anche un altro fattore che produce un incremento del 50% dell’ecotassa, è nel caso in cui la raccolta avvenga con un sistema non unitario all’interno dello stesso ATO.
Osserviamo quello che è di diretta responsabilità della nostra Amministrazione. Innanzitutto si scopre che i Comuni di Bisceglie, di Trani e di Canosa non hanno inviato “le certificazioni rilasciate dagli esercenti degli impianti di selezione, trattamento e recupero dei rifiuti da raccolta differenziata”.
In pratica, la Ecolife che si occupa della gestione di quasi tutto il ciclo dei rifiuti, ha prodotto una documentazione incompleta, ciò comunque non ha evitato che si potesse certificare, per esempio, che Canosa sta al 10,4% di differenziata, meglio di Andria (6,86%), Bisceglie (9,97%), Ruvo (0,2%), Terlizzi (9,42%) e Trani (9,55%), ma peggio di Barletta (20,3%), Corato (16,6%), Molfetta (23,34%). Aggiungendo tali dati di singola responsabilità dei Comuni a quelli negativi dell’ATO, che non è riuscita a completare il ciclo dei rifiuti, né tanto meno ad individuare un gestore unico per la raccolta, ne viene fuori che Canosa dovrà versare per il 2009 una ecotassa di 15 euro per ogni tonnellata di rifiuti che conferirà in discarica. Non che il resto della Puglia stia messo meglio, anzi dappertutto è un pianto greco. Significativo è il caso dell’ATO Taranto 2, unica in Puglia a disporre di un termovalorizzatore a Massafra. Tale impianto produce un abbattimento del 50% della ecotassa, ma lo fa ritrovare nella difficile posizione di avere la raccolta differenziata attiva solo in 3 comuni su 12, e con una percentuale massima del 9,38% a Palagiano: una chiara dimostrazione che gli inceneritori non invogliano di sicuro ad intraprendere iniziative di riciclo dei rifiuti.


Pubblicato il 27.07.09 h 22:55
Modificato il 04.08.09 h 14:10

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