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La blitzkrieg del presidente di Legambiente Canosa

Fantapolitica vers. 3 Ricevo e pubblico una nota del gruppo di minoranza del circolo di Legambiente di Canosa in cui denunciano un episodio che sarà tutto da chiarire e che non mancherà di suscitare successivi clamori.
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Fantapolitica vers. 3 UNA BRUTTA STORIA
è quella accaduta al circolo di Legambiente di Canosa di Puglia.

Abbiamo appreso dalla stampa ( sic ! ) che è stato nominato un nuovo direttivo del suddetto circolo
Questa operazione è stata condotta in maniera illecita ed abusiva in quanto:
1) la nomina del nuovo direttivo è immotivata non essendo il direttivo in carica giunto alla scadenza naturale né è mai stato dichiarato decaduto ai sensi dell’art. 9 dello statuto nazionale.
2) La convocazione dell’assemblea per la nomina del nuovo direttivo è stata comunque irregolare in quanto ben otto soci non sono stati convocati.

Gli otto soci hanno versato i soldi per le tessere per l’anno 2010 consegnandoli nelle mani del presidente che li ha regolarmente incassati senza nulla obiettare.
Nel caso ci fossero state obiezioni queste avrebbero dovuto essere comunicate e motivate onde consentire eventualmente il ricorso al collegio dei garanti, ma nulla di tutto questo è avvenuto. Che fine hanno fatto questi soldi?

Inoltre in questa assemblea irregolare ed illegale è stato nominato un presidente ad honorem che (come si legge dalla stampa ) annovera tra i suoi meriti quello di essere componente del direttivo regionale di Legambiente Puglia, carica questa che ricopre illegalmente ed abusivamente in quanto,ricoprendo anche la carica di assessore provinciale , non rispetta l’articolo 8 dello statuto nazionale di Legambiente che recita:
"".... c’e’ incompatibilità tra cariche esecutive territoriali di Legambiente e cariche amministrative esecutive di amministrazioni locali.. ….ecc"
Quindi , come si vede, il circolo di Legambiente di Canosa di Puglia fa della illegalità e dell’abusivismo un punto di merito.
La suddetta incompatibilità non è un mero fatto formale di rispetto dello statuto, ma ha delle conseguenze pratiche evidenti.
Infatti non consente di organizzare liberamente iniziative, che infatti non sono state fatte, per esempio contro il nucleare né a favore dell’acqua pubblica, potendo questo dispiacere alla parte politica con la quale si e’ attivamente schierati. Viceversa si è dato il compiacente consenso alla costruzione di una centrale a biomasse solide, che è a tutti gli effetti un inceneritore, consentendo così di dipingere di verde scelte pericolose per la salute e per l’ambiente.
Nel frattempo apprendiamo che gli abusivi del circolo di Legambiente di Canosa organizzano manifestazioni folkloristiche sul fiume Ofanto con cavalli, bighe e damigelle, con musica e degustazioni varie senza nessun contenuto culturale né tanto meno ambientalistico,
che vanno benissimo se organizzate come sagre di paese dalle pro loco, ma non certo da una associazione come Legambiente che ha lo scopo di fare ambientalismo scientifico.

Si chiede al Presidente Nazionale, al Collegio dei Garanti ed al Presidente Regionale di intervenire per ristabilire la legalità nel circolo di Canosa di Puglia per recuperare la perduta onorabilità e credibilità di Legambiente.
Oppure non esiste più la vergogna per le cose brutte e prevale l’esaltazione della furbizia e dell’aggiramento delle regole?

Dott. Salvatore Ferrante
Dott.ssa Maria Morelli
Prof .ssa Tamburino Anna
Prof. Colarusso Dante
Prof.ssa Giorgio Ermelinda
Ferrante Francesco
Perito ambientale DiGiacomo Nicola
Ferrante Maria Paola

Che il circolo di Legambiente di Canosa vivesse conflitti interni in seguito ad alcune scelte poco condivisibili del suo presidente era noto già da molto tempo. Quello appena pubblicato è però il primo atto formale di dissociazione di un gruppo di iscritti che si sono ritrovati addirittura discriminati all’interno di un processo, quello della determinazione straordinaria di un nuovo direttivo in assenza di alcuni requisiti: la scadenza naturale non ancora sopraggiunta del vecchio e la convocazione di un’assemblea non giunta ad alcuni “scomodi” (aggiungo io) soci che avevano da poco rinnovato la tessera.
Ciononostante, la parte più interessante del documento riguarda quel riferimento all’articolo 8 dello Statuto nazionale in cui si prevede in maniera inequivocabile che non si può essere presidenti di circolo se si ricoprono cariche esecutive all’interno di amministrazioni locali, consentendo una deroga solo per alcuni enti e comunque con previa autorizzazione. La dott.ssa Carmelinda Lombardi è attualmente assessore provinciale, quindi rientra nella fattispecie. Ma non solo, è assessore in una giunta presieduta da tale Francesco Ventola che come molti canosini sanno, è anche sindaco di Canosa. Lo è dal 2002 ed il suo incarico è stato riconfermato nel 2007. Molti cittadini canosini sanno anche che pubblicamente negli anni scorsi, Legambiente è stata molto critica verso l’amministrazione di Francè, specie in relazione a quei temi ambientali le cui scelte politiche del sindaco hanno sollevato quasi sempre salve di proteste. Tutto fino al 2009, quando si è saputo che la dott.ssa Carmelinda Lombardi si sarebbe candidata alle Provinciali nella lista di sostegno del candidato presidente del Centro-Destra, cioè Ventola. Ognuno può candidarsi dove vuole e come vuole, ma che il presidente di Legambiente andasse a sostenere un politico avvezzo a determinazioni oggetto di forti perplessità e di discussioni piuttosto accese – ed in questo la Lombardi in passato si è distinta – era ed è francamente poco comprensibile. Lo è ancora in quanto la dott.ssa Lombardi continua imperterrita nel suo doppio incarico di presidente e di assessore.
All’epoca non mancai di far notare le contraddizioni della sua scelta. Non per niente inviai un post a Canosaweb.it – portale gestito da un altro socio di Legambiente legato alla cordata del presidente - in cui posi una decina di domande in merito ad alcune questioni su cui l'associazione ambientalista si era pronunciata in passato in un senso ed ora si ritrovava a dover condividere di fatto un piano politico di senso opposto. Non giunse alcuna risposta. La presidenza Lombardi in sostanza avallò la riperimetrazione del parco dell’Ofanto, contro la quale aveva avuto posizioni molto critiche testimoniate da alcune sue dichiarazioni raccolte in un servizio televisivo; come anche assentì alla centrale a biomasse proposta dalla SOLVIC. Lo fece tirando in ballo un documento nazionale di Legambiente con il quale si ponevano semplicemente limiti alla distanza di provenienza delle biomasse, senza che venissero evocati studi scientifici che dimostrassero quanto quelle condizioni ricorressero.
Da quando la dott.ssa Lombardi è assessore, è diventato estremamente complesso reperire un atto o un documento che disturbi il manovratore, ed il silenzio di Legambiente su talune questioni – non ultime le preoccupazioni indotte dall’operazione Ragnatela – è diventato decisamente assordante.


Pubblicato il 15.08.10 h 20:00
Modificato il 15.08.10 h 20:00

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