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Il Ritardatario


Giorgio Ambrosoli
Stranamente il disattivato Ventola diventa movimentista, almeno a parole, e nel giro di pochi giorni passa da una conferenza stampa ad un consiglio comunale monotematico per ribadire (?) il suo no alla nuova discarica. Il tutto con un ritardo che spaventa. C’è da fidarsi? L’elettore deciderà. E se gli esiti della Conferenza di sevizi dovessero essere sfavorevoli, che influenza potrebbero avere sul giudizio degli elettori?
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22 maggio 2009. Contrada Tufarelle rischia di diventare il caso che potrebbe decidere le sorti delle elezioni provinciali di quest’anno, quelle a cui Ventola tiene tantissimo, tanto da averlo messo nella condizione di attivare un certo movimentismo intorno a tale vicenda. Il PD, per bocca soprattutto dell’on. Boccia, lo sta sfidando, tentando di far passare l’idea che il PDL, e Ventola in testa, rappresentino il partito della discarica, per intenderci: quello che non batterebbe ciglio se la Conferenza dei Servizi finisse per autorizzarla.
Sta di fatto che dopo essere stato il Rinviato ed il Disattivato, da oggi Ventola è anche il Ritardatario. Incalzato sulla sempre più spinosa questione del nuovo impianto di smaltimento di rifiuti speciali – si è insinuato che ci sia una sorta di disinteresse interessato sulla questione - finalmente il Ritardatario ha oggi proferito, sia pure con notevole ritardo, una qualche parola, comunicando che alle ore 10 del 22 maggio avrebbe convocato una conferenza stampa per esporre la sua posizione sulla materia.
Peccato che l’informativa è arrivata in netto ritardo, il comunicato sindacale è del 21 maggio ed è stato pubblicato su Canosaweb.it solo alle ore 21:53, quando ormai era troppo tardi per chiunque per organizzarsi e prender parte all’avvenimento.
Di cosa si sia parlato lo racconta il sito “Il Corriere dell’Ofanto” che, nemmeno ad un’ora dalla fine, già pubblica un sunto delle dichiarazioni dei due sindaci. In realtà, quello che ha fatto scattare il Ritardatario è stata la notizia che la Provincia di Bari aveva già programmato per il 28 maggio la Conferenza dei Servizi, fatto grave per Ventola che non manca di apostrofarlo così:

A pochi giorni dalle Elezioni provinciali, quando la Provincia di Bari perderà la sua giurisdizione sui territori di Canosa e Minervino perché nascerà la Provincia di Barletta-Andria-Trani, la Provincia di Bari convoca la Conferenza di servizi per “decidere” sull’impianto di discarica di un territorio che, dopo pochi giorni, non sarà più di sua pertinenza. Tanta “solerzia” nell’affrettare le procedure d’installazione di un impianto di discarica di un territorio che presto non gli apparterrà più, mal si contrappone alla totale assenza di responsabilità che l’Amministrazione provinciale ha avuto quando si è trattato del trasferimento (mancato) di beni e risorse umane da Bari alla Bat, macchiandosi, come ha titolato la stampa, per questi “gravi ritardi”, di una “gravissima responsabilità politica”.

Ventola non fa altro che ribadire un già detto e mostra un tantino di reticenza nel riportare i fatti. Ci sarebbe mancato solo che avesse tirato fuori la storia della bomba ad orologeria di berlusconiana memoria ed il gioco di disorientamento dell’opinione pubblica sarebbe sato completo.
Chi ha seguito la questione fin dagli inizi sa benissimo che la Conferenza dei Servizi era stata già messa in agenda da parecchi mesi, anche se non era stato deciso con precisione il giorno. Se Ventola avesse avuto da ridire sull’eventuale competenza ed opportunità che la provincia cedente decidesse una questione così delicata, avrebbe potuto manifestare tale istanza molto tempo prima. Non lo ha fatto. Così come non v’è traccia di una variante al Piano Regolatore con il quale il Ritardatario aveva creduto di imbrigliare alleati e opposizione, facendo credere che sarebbe bastato cambiare la destinazione d’uso delle particelle ricadenti in agro canosino, e già sulle quali pendeva una richiesta di trasformarle in siti di discarica, per levarle e levarsi magicamente da ogni impiccio. Di quel provvedimento, del quale già si era discusso in Consiglio comunale e del quale sono sparite misteriosamente le tracce (forse qualcuno deve avergli fatto notare l’inconsistenza), il Sindaco non parla più. L’impressione che invece si ricava da tutta la faccenda è che forse qualcuno sperava che le decisioni eventuali fossero state prese dopo le elezioni, evitando di far esplodere una bomba dagli effetti imprevedibili in piena campagna elettorale. Così non è stato ed il Rieletto si ritrova nella condizione spiacevole di dover correre ai ripari; ma non tanto e giusto per far finta. L’operazione che Ventola sta portando avanti è solo di facciata e, sfruttando alcuni particolari non trascurabili, sta facendo in modo di non uscire allo scoperto.
La sequenza dei fatti è molto eloquente. Indìce una conferenza stampa a cui non si sa bene quali giornalisti, e di quale testata, parteciperanno. Lo fa in tempi rapidissimi. Sull’unico sito che riporta la notizia appare in calce la firma di Francesca Lombardi, ovvero dell’addetto stampa del Comune. Fa convocare un consiglio comunale monotematico per il giorno 27 maggio, ma di mattina ed a ridosso della pausa pranzo. E’ evidente che il Ritardatario teme il giudizio popolare e ha paura del fatto di ritrovarsi una sala consiliare piena e pendente dalle sue labbra, curiosa di scrutare ogni minimo gesto per capire se stia barando o se sia fermamente convinto di quello che si accinge a fare, che non sia un altro tentativo di salvare capra e cavoli alla sua maniera.
Sta di fatto che la strategia difensiva, elettorale e demagogica è fin troppo chiara: far ricadere la responsabilità di tutto sulla Provincia di Bari presieduta da Divella, colpevole di non aver per tempo trasferito alla nascente nuova entità territoriale il patrimonio spettante. Motivazione ovviamente strumentale. Chiama in aiuto il sindaco di Minervino Murge, Roccotelli, già PD, ora traslocato armi e bagagli a dar man forte a Ventola. Ed è l’unico dei due che possa vantare una cristallina coerenza nell’aver rigettato subito l’idea della discarica. Roccotelli infatti riporta nero su bianco:

Il Comune di Minervino Murge ribadisce la sua posizione di totale diniego rispetto alla possibilità di vedere realizzata una nuova discarica a contrada Tufarelle. Il Comune, infatti, con delibera n. 61 del 13 ottobre 2008, ha revocato la delibera di Consiglio n.32 del 2000 avente come oggetto l’ampliamento sul territorio di Minervino Murge di una discarica, di seconda categoria di tipo B, in località Tufarelle, da parte della Bleu srl.
Non finisce qui, infatti aggiunge: abbiamo così espresso la totale contrarietà all’ipotesi di apertura di una nuova discarica di rifiuti speciali proposta dalla società Blue srl; e poi, il Consiglio comunale, all’unanimità, con questa delibera ha invitato il sindaco a manifestare la volontà contraria dell’assise comunale alla realizzazione di discariche anche in sede di Conferenza di servizi.

Tutto vero. Lascia indubbiamente qualche perplessità il passaggio con cui Roccotelli fa sapere di essere stato delegato in sede di Conferenza di servizi a manifestare tale contrarietà; non per Roccotelli ovviamente, ma per il nostro sindaco che non si sa bene se sarà lui di persona a rappresentare il Comune di Canosa o se manderà qualche suo delegato. Una situazione piuttosto nebulosa.
Si auspica quindi, Ventola, che la Conferenza dei Servizi sia sfavorevole per la Blue o che il plico venga consegnato al futuro presidente della BAT? Non lo dice, anche se è chiaro che tale stato di fatto lo tiene sulle spine e alla fine sarà costretto ad inventarsi qualche mossa acrobatica per non uscirne con le ossa rotte. E’ probabile che gli impegni fasulli che prenderà nel prossimo consiglio comunale del 27 maggio, servano solo da foglia di fico per emendarlo dalle gravi responsabilità politiche da lui avute nella gestione dell’affaire.

Pubblicato il 22.05.09 h 12:55
Modificato il 23.10.09 h 13:19

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